President Obama

Pubblicato: novembre 5, 2008 da jscrivano in Articoli
Etichette: , ,

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto alla
lettera che gli è stata consegnata ieri, in occasione di una cerimonia
all’Università ”La Sapienza” di Roma, da una rappresentanza di
studenti, dottorandi e ricercatori. Questo il testo integrale della
lettera del Capo dello Stato.

”Cari studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza, ho ascoltato
e letto con attenzione la lettera che mi avete consegnato e colgo
l’occasione per indirizzarvi alcuni chiarimenti e spunti di
riflessione. Innanzitutto : penso vi sia chiaro quale ordinamento la
Costituzione abbia disegnato per la Repubblica. La nostra è una
democrazia parlamentare – simile a quella di quasi tutti gli altri
Stati europei – in cui al Capo dello Stato non sono attribuiti poteri
esecutivi. Io non debbo dunque ”decidere da che parte stare”: non
posso stare dalla parte del governo e delle sue scelte, né dalla parte
opposta”.

“Le politiche relative a qualsiasi campo dell’azione dello Stato
vengono definite dal Parlamento – scrive ancora Napolitano -, in seno
al quale la maggioranza e l’opposizione sono chiamate al confronto tra
le rispettive proposte, che possono configurare soluzioni alternative
ai problemi da affrontare. Al presidente della Repubblica non spetta
pronunciarsi nel merito dell’una o dell’altra soluzione in discussione,
né suggerirne una propria, ma spetta solo richiamarsi ai principi e
alle regole della Costituzione”.

“Ciò non significa – sia chiaro – che io mi senta estraneo
(”abbandonandole a se stesse”, per usare la vostra espressione) alle
esigenze della scuola, della ricerca, dell’Universita’ – aggiunge il
presidente della repubblica -. Al contrario: a queste esigenze, e alle
problematiche connesse, ho dedicato, nello svolgimento delle mie
attuali funzioni, da più di due anni, la più convinta e appassionata
attenzione e iniziativa. E’ davvero in giuoco il futuro del Paese : se
l’Italia vuole evitare un’emorragia di preziosi giovani talenti, che
trovano riconoscimento all’estero, gli investimenti nella ricerca -
soprattutto – dovrebbero costituire una priorità, anche nella
allocazione delle risorse, pubbliche e private”.

“Dico ”dovrebbero” perché in realtà le scelte pubbliche (e anche
quelle del sistema delle imprese) non sembrano riconoscere tale
”priorità”, a cui troppe altre ne vengono affiancate – in particolare
quando si discute di legge finanziaria e di bilancio – col risultato
che già da anni non ci si attiene ad alcun criterio di priorità e non
si persegue un nuovo equilibrio nella distribuzione delle risorse tra i
diversi settori di spesa. Di qui le preoccupazioni di fondo che
spiegano la vostra ansietà, fatta di gravi incertezze per l’avvenire
vostro e della nazione. E’ indispensabile che su questi temi non si
cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma ci si apra
all’ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive
ragioni”.

“Il governo – scrive ancora Napolitano – ha ritenuto necessario e
urgente definire, fin dal giugno scorso, sia pure per grandi aggregati,
le previsioni di spesa per i prossimi tre anni, al fine di rispettare
l’impegno da tempo sottoscritto dall’Italia in sede europea per
l’azzeramento del deficit di bilancio e per la graduale, ma netta e
costante, riduzione del debito pubblico. Sono certo che anche a voi non
sfugge l’importanza strategica di questo obbiettivo, il cui
raggiungimento e’ condizione per uno sviluppo di politiche pubbliche
meno pesantemente condizionato dall’onere del debito via via
accumulatosi”.

“Tuttavia io auspico: 1) che si creino spazi per un confronto – in sede
parlamentare – su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli
ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica tra i
ministeri e i vari programmi, valutando attentamente l’esigenza di
salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione;
2) che a sostegno di questo sforzo, si formulino proposte anche da
parte di studenti e docenti, per razionalizzare la spesa ed elevarne la
qualità, con particolare riferimento all’Università, dovendosi
rimuovere distorsioni, insufficienze e sprechi che nessuno può negare.
E ciò sposta il discorso sulla tematica degli ordinamenti e della
gestione del sistema universitario: tematica sulla quale e’ atteso un
confronto tra il governo e gli organismi rappresentativi delle
Università”.

“Occorre – conclude Napolitano – che tutte le istituzioni e le forze
sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale confronto, in
termini riflessivi e costruttivi: dando prova, anche voi,
responsabilmente, di ‘determinazione e intelligenza’, come avete
scritto a conclusione della vostra lettera”.

da Repubblica.it

Mobilitazione per la Scuola e l’Università

Pubblicato: ottobre 22, 2008 da jscrivano in CAMPAGNE
Etichette: , , , , ,

La grande manifestazione di questa mattina Roma è stato l’ennesimo segnale che, a partire dalla scuola, gli Italiani si stanno risvegliando dall’ubriacatura di promesse berlusconiana. E tutto riparte, ancora una volta, dalle scuole e dalle università, dai centri di formazione pubblica, di ricerca, ancora una volta attaccati dal Presidente Berlusconi e uno dei suoi ministri: ieri la Moratti, oggi la Gelmini. Cambia lil ministro, ma non la ricetta: la scuola pubblica è un costo, è un settore non prioritario per la destra, a cui non interessa il grande servizio di emersione sociale reso dalle istituzioni scolastiche e universitarie.
Ancora una volta la risposta alle politiche berlusconiane nasce da quelle parti della popolazione che sono più aperte al cambiamento, alle innovazioni, come sono i giovani. Noi, nuove generazioni, ancora una volta siamo chiamati a rispondere forte e chiaro che la nostra scuola è pubblica, la vogliamo di qualità, dove sia libera l’espressione della personalità dei ragazzi e delle ragazze che ne sono il fulcro, l’anima, non solo i destinatari. Vogliamo il rafforzamento della cittadinanza studentesca, con lo statuto degli studenti, con il rafforzamento degli strumenti e degli spazi di partecipazione per gli studenti, che invece il Governo vuole sempre più ridurre a cda societari, come se la scuola possa essere ridotta ad un ente privato, che ragioni in costi e benefici. Il nostro futuro non è e non può essere il costo per la società, ma un investimento sul suo futuro.

Allo stesso modo, ancora una volta, dopo le riforme del Governo Prodi che hanno razionalizzato l’applicazione delle riforme precedenti, Berlusconi e la sua ministra sviliscono la ricerca universitaria, riducono i fondi alle Università, costringendo sempre più i Rettori ad aumentare le tasse e ridurre spazi e servizi per ricerca e studenti. Così facendo Berlusconi attacca il futuro del nostro paese, impedisce il nostro posizionamento nella fascia alta dello sviluppo, quello dove è la formazione, la cultura e la tecnologia a fare la differenza. Ci chiediamo come questi obiettivi possano essere raggiunti se il Governo rende sempre più difficile permettersi gli studi, tagliando del 26% le risorse per il diritto allo studio, per le nuove residenze universitarie e per le Borse di studio.

Contro questa politica e questo governo noi Giovani Democratici dei Castelli saremo in piazza sabato 25 ottobre nel lungo corteo del Pd e poi il 30 ottobre con i sindacati confederali. Invitiamo tutti i ragazzi e le ragazze del nostro territorio a mobilitarsi nelle scuole e tra gli amici per partecipare anche loro a questi due grandi momenti di democrazia e partecipazione, per rivendicare i nostri diritti e far sentire la nostra voce!

Benedetto Paris, Coordinatore dei Giovani Democratici Castelli

Centro sociale Horus sgomberato.

Pubblicato: ottobre 21, 2008 da mocassino in Articoli
Etichette: , , , , , , , ,

Riportiamo il comunicato dei Giovani Democratici di Talenti:

Oggi 21-10-08, alle ore 7.00 è stato sgomberato l’ex-cinema ed ex-teatro Horus da qualche tempo occupato. Per noi Giovani Democratici di Talenti questa non è una bella notizia. Occupare non è  il nostro metodo di portare avanti la lotta politica e le istanze sociali del nostro territorio, ma non siamo ottusi né ciechi e, pur riconoscendo il principio primo della Legalità, conosciamo benissimo le alte motivazioni che hanno spinto alcune realtà giovanili del nostro municipio a tale atto. Tra queste sicuramente condivisibile è la totale e strutturale assenza di spazi giovanili.

L’occupazione del Horus è stata affrontata come una questione di pubblica sicurezza da parte delle amministrazioni comunale e municipale che sembrano saper comprendere e parlare solo questa lingua. Quando inizieranno a rispondere alle reali richieste dei giovani del IV municipio, con interventi che mirino ad attivare luoghi d’incontro e di scambio culturale e interculturale?

Chiediamo quindi il rispetto della destinazione d’uso come centro culturale dei locali che ospitavano l’Horus, ricordando a tutti che l’area era comunque sotto sequestro giudiziario per lavori abusivi precedenti all’occupazione che avrebbero probabilmente portato all’apertura dell’ennesimo, inutile e ingiustificato centro commerciale.

A noi la favola della sicurezza non piace.

Noi vogliamo un quartiere aperto e plurale nelle sue espressioni sociali, che veda nei giovani e nelle loro attività una ricchezza, senza la cappa nociva di un razzismo e di un neofascismo oramai soffocante. 

Su questo siamo pronti a mobilitarci e a dialogare con tutti coloro che come noi hanno una diversa idea di Città e del suo essere la forma dello spirito sociale della Cittadinanza.

 

– 
Giovani Democratici Talenti
Via Giovanni Verga, 54
06/8274790
gdtalenti@gmail.com
http://giovanidemocraticitalenti.ilcannocchiale.it/

Questo è il fiore del partigiano

Pubblicato: ottobre 20, 2008 da mocassino in CAMPAGNE
Etichette: , , , , , , , , , , ,

 

 “Questo è il fiore del partigiano morto per la libertà”, così c’è scritto sui volantini che ragazzi, adulti e anziani hanno attaccato simbolicamente sabato pomeriggio a via Maiella ( p.za Sempione) sotto la lapide che ricorda i 13 Martiri della Resistenza di Montesacro.

 

Questo è il fiore del partigiano

Questo è il fiore del partigiano

 

 

Promotori dell’iniziativa sono stati i ragazzi di Contaminazioni Democratiche del IV Municipio, che con questo gesto hanno voluto sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’assenza della corona di fiori che ogni 25 aprile viene deposta per ricordare i partigiani di Montesacro e che da ormai quattro mesi è stata trafugata senza che nessuno si sia ancora preoccupato di rimetterla.

L’iniziativa è una risposta al clima di intolleranza e razzismo che cresce nella nostra città e nel nostro Paese, e di cui  sono troppo spesso protagonisti i ragazzi, per dire che vogliamo ricordare e far ricordare ragazzi  come Ferdinando Agnini e Lallo Orlandi, che a 18-20 anni hanno sacrificato la loro vita nella lotta per la liberazione dal nazifascismo e che credevano nella solidarietà, uguaglianza e libertà.

La manifestazione ha suscitato l’interesse di radio locali che hanno intervistato i ragazzi promotori, e dei giornali che hanno ripreso i comunicati stampa.

Adesso si aspetta la risposta delle istituzioni.

Carovana Antimafie

Pubblicato: ottobre 20, 2008 da mocassino in CAMPAGNE
Etichette: , , , ,

 

 

Carovana Antimafie

Carovana Antimafie

 

 

In viaggio per i diritti, la democrazia, la giustizia sociale. La Carovana antimafie è una iniziativa organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico, un lungo viaggio di oltre due mesi,  circa 100 tappe che toccheranno tutte le Regioni d’Italia con appuntamenti itineranti, volti a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della lotta alle mafie, sulla sicurezza sul lavoro e la lotta a qualsiasi forma di razzismo  con modalità di coinvolgimento diverse: dal momento di riflessione ed incontri con magistrati e familiari di vittime di mafie a quello di gioco, dal convegno allo spettacolo, dalla proiezione di film all’ animazione per i più piccoli. 

I temi nazionali portati avanti dalla Carovana Antimafie  saranno coniugati con le specificita’ del  territorio, in quello che vuole essere un momento collettivo di riflessione e proposta. Nata nel 1994 su iniziativa dell’ARCI, la Carovana si è arricchita di nuovi compagni di viaggio ogni anno e ha esteso nel corso di questi anni il suo raggio d’azione; dapprima, aumentando progressivamente il numero delle tappe e diventando nel 2002 carovana nazionale. La 12° Carovana Nazionale antimafia sarà dedicata al 60° anniversario della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

La Carovana muove da due diverse aree geografiche del paese: Sud, Centro e Nord, per ricongiungersi a metà dicembre nella tappa finale a Comiso in provincia di Ragusa. Il manifesto appello della Carovana vuoleriaffermare i valori della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani e ricordare che la vera emergenza sicurezza in Italia sono mafie e corruzione e chiede in undici punti, pochi ma concreti, provvedimenti per un Italia più libera, più legale, più giusta. L’appello potrà essere sottoscritto  dai cittadini  durante le varie tappe. (Leggi l’appello)

Qui puoi scaricare il modulo per la raccolta firme, da inviare per posta a: Libera – Sede Nazionale. Via IV Novembre, 98 – 00187 Roma.

Primi firmatari dell’appello: don Luigi Ciotti, Paolo Beni, Andrea Campinoti, Caparezza, Giancarlo Caselli, Ascanio Celestini, Massimo Cirri e Filippo Solibello, Emma Dante, Santo Della Volpe, Guglielmo Epifani, Niccolò Fabi, Claudio Gioè, Flavio Lotti, Carlo Lucarelli, Roberto Morrione, Moni Ovadia, Ulderico Pesce, Andrea Satta e i Tetes de bois, Peppe Servillo, Daniele Silvestri.

Memoria e Libertà

Pubblicato: ottobre 16, 2008 da jscrivano in materiale
Etichette: , , , , , , , ,

Effetto Gelmini

Pubblicato: ottobre 16, 2008 da jscrivano in materiale
Etichette: , , , ,

Protesta all’Università

Pubblicato: ottobre 16, 2008 da jscrivano in Articoli
Etichette: , , , , ,

Scuola, notte bianca anti-Gelmini
e negli atenei dilaga la protesta

A Bologna occupata Lettere. Corteo a Roma, bloccato il traffico intorno alla Sapienza

da Repubblica.it

ROMA – Mondo della scuola e dell’Università in rivolta contro la legge Gelmini, contro i tagli annunciati e i cambiamenti nell’ordinamento universitario e contro il decreto che espelle dagli atenei i ricercatori precari.

Alla Sapienza di Roma la protesta di prof e studenti con la richiesta di stop della didattica. Nel pomeriggio, dopo un’assemblea gli studenti hanno sfilato in corteo uscendo dalla città universitaria bloccando il traffico.

E intanto si preparava nelle scuole la notte bianca contro il dl Gelmini. L’iniziativa, organizzata da genitori e insegnanti “perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma”, ha coinvolto diverse istituti di tutta Italia.

A Bologna, capofila dell’operazione “Notte bianca”, la kermesse anti-Gelmini comincerà già nel pomeriggio e saranno coinvolte decine di scuole. In serata è stata occupata la facoltà di Lettere dopo una lunga e affollata assemblea dei ricercatori e precari “e domani chiederemo a docenti e rettore di prendere una posizione sulla riforma Gelmini”, annuncia Andrea, uno degli animatori della protesta.

A Milano, secondo quanto riferisce il sito ‘Rete scuole’, stasera saranno coinvolti almeno una decina di istituti. Mezza dozzina di istituti aderirà a Venezia. Appuntamenti sono previsti anche a Roma, Genova, Torino, Perugia, Brescia, Parma, Viareggio, Firenze, Pisa e molte altre città. A Napoli una fiaccolata attraverserà le vie cittadine, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito.


All’appello lanciato dall”Assemblea genitori e insegnanti’ hanno risposto diverse decine di scuole, elementari e medie, circoli e istituti comprensivi. Tante le iniziative in programma: si va dai laboratori artistici con clown e trampolieri alle danze afro. Ci saranno pure fiaccolate e mangiate di pizza e castagne. Diversi i cortei da un istituto all’altro con accompagnamento di bande e percussioni. Anche la provincia si mobilita con assemblee in vari centri.

Università. Alla Sapienza di Roma, in mattinata, si sono svolte assemblee a Geologia, Psicologia, Economia e Scienze politiche. Cortei interni alle facoltà hanno interrotto le lezioni: da Scienze Politiche è partito poi un corteo che si è diretto fuori della città universitaria con l’obiettivo di bloccare la circolazione del traffico sulle strade limitrofe. Prossimo appuntamento caldo è l’assemblea prevista per domani mattina alle 10 presso la facoltà di Lettere alla quale prenderanno parte il pro-rettore vicario dell’ateneo, Luigi Frati, il preside di Scienze umanistiche Roberto Antonelli, il preside di Lettere, Guido Pescosolido, gli studenti e tutti i docenti che lo desiderano. ”Chiederemo il blocco dell’anno accademico”, ha detto Giorgio Sestili, del coordinamento collettivi universitario.

A Milano le centinaia di studenti che hanno preso parte all’assemblea nell’aula 104 della Statale hanno stabilito i prossimi appuntamenti. Domani alle 12 assemblea di facoltà nel cortile di Scienze Politiche, in via Conservatorio. Venerdì prossimo parteciperanno allo sciopero generale dei sindacati di base con un corteo che partirà da via Festa del Perdono. Martedì prossimo, invece, prenderanno parte alla convocazione degli stati generali d’ateneo.

A Bari, questa mattina, studenti e lavoratori si sono riuniti in due distinte assemblee, convocate rispettivamente a Scienze politiche e ad Agraria, per studiare nuove forme di mobilitazione. Saranno due le forme di protesta sulle quali i manifestanti sono chiamati ad esprimersi: blocco della didattica e annullamento della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico.

A Napoli gli studenti che hanno partecipato al corteo di protesta contro il decreto Gelmini e contro i tagli della finanziaria alla Ricerca hanno occupato la sede del rettorato dell’Università Federico II. I manifestanti – che dopo una assemblea permanente hanno raggiunto in corteo la sede del rettorato – chiedono un incontro con il rettore Guido Trombetti. Tra le varie proposte degli studenti il blocco della didattica qualora il decreto Gelmini non venisse ritirato.

A Bologna, dall’Enea al Cnr, sono tutti in stato di agitazione da una settimana. A piazza Maggiore a metà novembre, i ricercatori stenderanno sul Crescentone 1800 volti, i loro (li stanno raccogliendo al sito www.laricercacalpestata.it). Per dire quanto la ricerca è trattata male. Ma già oggi all’Enea (via Martiri di Montesole 4) è apertura straordinaria, dalle 19 a mezzanotte, per discutere del precariato nella ricerca pubblica.

Circa 300 studenti di Scienze Politiche hanno occupato l’aula del Consiglio della loro Facoltà chiedendo al preside Fabio Giusberti di esprimersi sul decreto Gelmini. Il preside e i docenti riuniti in Consiglio hanno poi abbandonato l’aula. Gli studenti sono rimasti per 20 minuti a discutere dei contenuti del documento da presentare domani ai Consigli delle facoltà interessate dalla protesta, tra le quali Lettere e Filosofia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Scienze Politiche. Dopodiché hanno dato vita ad un corteo partito alle 15.30 da Strada Maggiore e diretto a Lettere per discutere con gli altri rappresentanti del documento di protesta.

A Firenze restano occupate molte medie superiori in città e in provincia: nel pomeriggio sit-in davanti a Palazzo Vecchio. Quattordici lezioni all’aperto, in varie piazze e nella stazione ferroviaria di Rifredi, saranno tenute domani mattina da docenti universitari e ricercatori precari, mentre rimangono occupati il Polo scientifico di Sesto e la facoltà di Agraria. Nel pomeriggio sit-in piazza della Signoria.

Sempre nel pomeriggio, all’università di Pisa, il rettore Marco Pasquali ha convocato un’assemblea di ateneo ”per fare il punto della situazione dopo l’approvazione della legge 133”, è stato spiegato, e ”per esprimere in modo unitario la protesta dell’ateneo contro provvedimenti che dal 2010 renderebbero insostenibile la situazione del sistema universitario nazionale”. In alcune scuole di Viareggio e Pietrasanta (Lucca), stasera genitori, insegnanti e alunni saranno in classe dalle 20 alle 24 per discutere in assemblee straordinarie la riforma Gelmini.

A Genova blocco delle lezioni, questa mattina, alla Facoltà di Lettere: “E’ l’inizio della paralisi di tutto l’Ateneo”, dicono gli studenti. Finora, a frenare l’avanzata del fronte caldo, erano stati proprio i precari. Ma adesso gli argini non tengono più. E sono pronti a seguire l’iniziativa di Lettere, Scienze Politiche e Lingue, in cui lo stesso preside ha denunciato una situazione di paralisi nel caso venga reso effettivo il licenziamento del 31 dicembre dei precari. E Giurisprudenza non dovrebbe stare a guardare. Anche le Facoltà di Scienze ed Ingegneria cominciano a dare segni di disponibilità ad aderire alla protesta.

Domani sera, poi, in via Balbi 4 è stata organizzata una “Festa in Facoltà contro Gelmini e Brunetta”, dalle 19, in aula M: al centro un dibattito cui parteciperà tutto il cartello cittadino “anti-Gelmini, con genitori e docenti dalle scuole d’infanzia in su. L’occupazione di Lettere, poi, potrebbe cominciare proprio da qui.

A Padova gli studenti intendono chiedere una sospensione della didattica di tutta l’Università per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Per questo oggi oltre 700 studenti, capeggiati da leader dell’area dei Disobbedienti, si sono riuniti in un pacifico sit-in nel cortile nuovo di palazzo del Bo, sede del rettorato. Gli studenti chiedono un incontro urgente con il rettore Milanesi per proporre un’assemblea d’ateneo e la sospensione della didattica come segno di protesta contro la riforma della scuola.

di CORRADO ZUNINO

Quel fascino per la camicia nera che cresce nel mondo del calcio

L’outing di Christian Abbiati, portiere del Milan fascista nel privato e ora anche in pubblico, ha allargato praterie di potenziali rivelazioni nel mondo del calcio italiano, da sempre silenziosamente a destra. Quelle parole rimbalzate in tutta Europa – “del fascismo condivido ideali come la patria, i valori della religione cattolica e la capacità di assicurare l’ordine” – sono sottoscritte, oggi, da una crescente platea di calciatori e dirigenti italiani.
La forza delle frasi rivelatrici di un portiere che è abituale frequentatore dei leader di Cuore nero, succursale dell’estremismo nero milanese e luogo di riferimento per gli ultrà dell’Inter, più che nell’indicare il solito revisionismo pret a’ porter italiano che vuole un fascismo buono prima del ’38 (“rifiuto le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso in guerra”, ha detto Abbiati) segnala come anche i calciatori, notoriamente pavidi nelle dichiarazioni, oggi comprendono che queste “verità” si possono finalmente dire: il vento del 2008 non le rende più pericolose per le loro carriere.

Sono diversi i campioni italiani che indossano numeri sinistri e sventolano effigi del Ventennio per poi giustificarsi: “Non lo sapevo”. Il portiere Gianluigi Buffon, figlio di famiglia cattolica e impegnata, è stato sorpreso in quattro atti scabrosi. La maglia con il numero 88 che rimandava al funesto “Heil Hitler” segnalata dalla comunità ebraica romana, poi la canottiera vergata di suo pugno con il “Boia chi molla”. Nel 2006, durante le feste al Circo Massimo per la vittoria del mondiale, si schierò – mani larghe su una balaustra – davanti allo striscione “Fieri di essere italiani”, croce celtica in basso a destra. E i suoi tifosi, gli Arditi della Juventus, un mese fa a Bratislava gli hanno ritmato “Camerata Buffon” ottenendo dal portiere un naturale saluto. Quattro indizi, a questo punto, somigliano a una prova.

E’ da annoverare tra i fascisti per caso il Fabio Cannavaro capitano della nazionale che a Madrid sventolò un tricolore con un fascio littorio al centro: “Non sono un nostalgico, ma non sono di sinistra”, giura adesso. Nel 1997, però, pubblicizzò in radio le prime colonie estive Evita Peron, campi per adolescenti gestiti dalla destra radicale. Il suo procuratore, Gaetano Fedele, assicura: “Un calciatore può essere strumentalizzato inconsapevolmente”.

Nella capitale si sta consumando un pericoloso contagio tra la curva della Roma, egemonizzata dalla destra neofascista, e i giovani calciatori romani. Daniele De Rossi, capitan futuro destinato a sostituire Totti, è un simpatizzante di Forza Nuova. E l’altro romanista da nazionale, Alberto Aquilani, colleziona busti del duce – li regala uno zio – mostrando opinioni chiare sugli immigrati in Italia: “Sono solo un problema”.

Molti portieri la pensano come Abbiati, poi. L’ex Stefano Tacconi fu coordinatore per la Lombardia del Nuovo Msi-Destra nazionale ed è stato condannato per aver usato tesserini contraffatti giratigli dal faccendiere nero Riccardo Sindoca. Matteo Sereni, figlio della destrissima scuola Lazio, oggi che è portiere del Torino continua a dormire con il busto di Mussolini sulla testiera del letto.

Il problema è che i calciatori navigano dentro un mare di ipocrisia che consente di tenere “Faccetta nera” nella suoneria del cellulare senza provare sensi di colpa. Questione di maestri. L’ex allenatore della Lazio Papadopulo non si è mai preoccupato delle svastiche in curva “perché in campo non vedo oltre la traversa”. Spiega Gianluca Falsini, difensore oggi al Padova: “Giocatori di sinistra ce ne sono pochi e la nostalgia per il Ventennio ti viene per colpa dei politici contemporanei”. Già. Nel campionato 2007-2008 in campo sono raddoppiati gli episodi di razzismo: sono stati sei. Mario Balotelli, stella emergente dell’Inter, italiano di origini ghanesi, così racconta l’ultima partita contro la Primavera dell’Ascoli: “Dall’inizio alla fine mi hanno detto: “Non esistono neri italiani”. Era lo slogan dei fascisti, volevo uscire dal campo”.

da Repubblica.it